Marchi (DEMOS): “Serve più confronto all’interno di tutta la maggioranza”

Lorenzo Maria Marchi, avvocato pratese con un piede in Italia e l’altro a New York, cattolico praticante, coordinatore regionale di Demos molto vicino ai vertici romani e, per passione, anche assessore al Comune di Prato. Ti ci rivedi in questa introduzione?

“In quasi tutta, perché nutro una grande passione per la politica in generale ma, fare l’assessore a Prato, è frutto di un lavoro iniziato dodici anni fa, nell’ormai lontano 2008. Per il resto è esattamente così: tutto di me ormai è diviso in due, tra Italia e USA”.

Come reputi questa prima parte di legislatura? Senza rendercene conto, siamo già ad un terzo del secondo mandato del Biffoni bis.

“Questa parte di consiliautura vorrai dire dato che ancora non sono in parlamento (italiano o americano che sarà lo vedremo). La reputo la mia più grande esperienza formativa in un contesto dove avevo molto da imparare. La cosa più bella è il rapporto che credo di aver instaurato con i dirigenti, i funzionari e tutti i dipendenti del Comune di Prato. Che poi è la cosa che porterò sempre con me quando sarà finita”.

E il rapporto con gli altri colleghi della giunta com’è? Di te si dice anche che tu sia molto bravo ad intrattenere ottimi rapporti con diversi esponenti di opposizione.

“Si dicono tante cose di me. I rapporti sia con la giunta sia con gli esponenti dell’opposizione sono in alcuni casi buoni, in alcuni ottimi e in altri per niente buoni”.

Come credo sia normale, soprattutto quando bisogna fare andare d’accordo più anime anche molto diverse. Chi è l’assessore con il quale hai legato di più?

“Più di uno: Valerio Barberis, Ilaria Santi, Benedetta Squittieri, Luca Vannucci che, ovviamente, conoscevo già da prima.”

Qual è stata la cosa più importante che sei riuscito a fare da assessore in questo anno e mezzo di mandato?

“Se non ci fosse stata la pandemia, nonostante non abbia proprio delle grandi deleghe omologhe fra loro, direi che ne avrei fatte tante e di spessore. Penso ad esempio al Festival dello Sport con grandi personaggi, alla serata di gala col Principato di Monaco, alla tre di lirica con il consolato della Mongolia di cui due a Prato ed una a Firenze, ai vari gemellaggi che abbiamo in ponte e che forse ci avrebbero permesso di portare altre università straniere tipo Yale. Poi però è scoppiata questa pandemia e ci siamo comunque rimboccati le maniche. Abbiamo avuto grande successo con le nostre vie (la via della Lana e della Seta, la via Medicea, la via Jacopea). Abbiamo inoltre firmato il protocollo Tutela della Calvana anche con l’Università di Firenze e molti altri comuni. “Eat Prato”, che ora ha quattro eventi e penso a tutti i risultati nelle altre mie deleghe che non si vedono ma che sono fondamentali per i cittadini: anagrafe, statistica ecc ecc”

Su cosa pensi di lavorare per il prossimo anno?

“Se sarà possibile, riprenderemo quelli che non abbiamo potuto fare, altrimenti potenzieremo gli attuali e faremo partire il turismo industriale. Se posso permettermi, voglio fare un grande plauso all’ufficio reperimento fondi europei, che è appunto una mia delega, che sta facendo un lavoro incredibile con tutti i soldi che abbiamo portato a casa grazie a loro che mai nessuno cita, in particolare Tommaso Bigagli. Oltre all’archivio, dove ci lavorano persone stupende che permettono a tutti noi di avere sempre disponibili documenti essenziali”.

Secondo te in cosa può migliorare la giunta Biffoni?

“Può sicuramente migliorare di più nell’amalgamarsi: è diversa dalla prima e quindi ha necessità di amalgamarsi ancora al meglio.”

A un certo punto si diceva che, dopo la regionali, ci sarebbe stato sicuramente un rimpasto di giunta e le malelingue ti vedevano già con un piede fuori. Poi, con un colpo di genio, Silvia Norcia è passata a Demos rafforzando la tua posizione e allontanando ogni ipotesi di vederti fuori dai giochi.

“Come detto si dicono tante cose. Io faccio il mio dovere al 100% ed in questo è compreso fare politica come si deve. Dopodiché quello che può succedere mi tange fino ad un certo punto perché, in parte non dipende da me. E preoccuparmi di ciò non dipende da me non mi è mai piaciuto. Per quanto riguarda la Silvia Norcia, direi che comunque uno la pensi non le si può non riconoscere un coraggio immenso. Era nel PD, le avevano promesso una candidatura alle regionali e lei, siccome non si sentiva più libera di esprimere appieno se stessa, ha scelto Demos senza alcuna garanzia di sorta. Direi chapeau“.

So che ci sono problemi nel gruppo consiliare di Demos, con l’attuale capogruppo che non ha intenzione di lasciare il suo posto a Norcia, cosa che invece vorrebbe il partito. Come pensi di risolvere questo problema?

“È già stata risolto, dal momento che le regole dello statuto del Comune di Prato prevedono che rimanga Mugnaioni. La decisone del partito regionale, avallata dal nazionale con mail del 2 settembre, è stata chiara: la capogruppo è Silvia Norcia. Quindi, per Demos, la capogruppo è comunque lei”.

Qualche tempo fa ti definii scherzosamente il Cirino Pomicino della Pietà. C’è un politico del passato a cui ti ispiri in qualche modo?

“Giorgio La Pira, Aldo Moro e poi i miei maestri Savino Pezzotta e Lorenzo Dellai: la politica come totale servizio.”

La Juve quest’anno sembra partita col piede sbagliato. Ha fatto la scelta giusta Agnelli ad affidarsi a Pirlo?

“Non c’erano alternative. Vorrà dire che ci prenderemo un anno sabbatico”.

Dove ti immagini tra dieci anni?

“A New York”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...