Il patto Biffoni-Silli è il primo passo verso le prossime amministrative

La notizia del patto tra Biffoni e Silli per il rilancio del distretto ha sconvolto gli equilibri politici in città. Apparentemente è passato sui media come un accordo tra due figure importanti, seppur politicamente avversarie, per il bene della città. Nella sostanza ha avuto gli effetti di un vero e proprio terremoto politico che, inevitabilmente, anticipa di molti mesi quelli che sarebbero dovuti essere i primi movimenti verso le prossime elezioni amministrative. Anche perché, molto probabilmente, questa legislatura non arriverà alla sua naturale scadenza del 2024. Malumori sia nel centrodestra che nel centrosinistra.

GIOCO DI SQUADRA. Il primo a parlare dell’accordo tra il primo cittadino e il parlamentare pratese del gruppo misto fu Notizie di Prato, il 1 ottobre, in questo articolo. “Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni del Pd e l’onorevole di “Cambiamo!” Giorgio Silli, deputato del collegio pratese, stanno lavorando a quattro mani alla definizione di un gioco di squadra per ottenere dal governo aiuti concreti a favore delle aziende tessili del territorio, sempre più in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria che ancora sta bloccando i mercati internazionali.”

L’ultimo notizia, sempre riportata dai principali media cittadini, è che i due, nella giornata di martedì, hanno incontrato a Prato due alti funzionari del MiSE per discutere di come intercettare le risorse del Recovery Fund per le nostre aziende manifatturiere.

Questo matrimonio politico, tanto strano quanto inatteso, è stato accolto positivamente dalla maggior parte dei pratesi che, davanti alle difficoltà di questa situazione, non possono che vedere di buon occhio l’azione congiunta di due figure politicamente avversarie unite per il bene della città. Il problema è che la maggior parte dei pratesi ignora, e non potrebbe essere altrimenti, le motivazioni di questo accordo politico.

ROMA VOCAT. Tutto in realtà sembra confermare le voci di corridoio degli ultimi mesi. Biffoni starebbe già lavorando al suo ritorno in Parlamento grazie al posto nell’ambito listino bloccato regionale che solo Lotti e Giacomelli sono in grado di garantirgli e, nel frattempo, l’attuale blocco di potere cittadino del quale vi ho ampiamente parlato nello scorso articolo, si sarebbe già messo a lavoro per evitare di veder perdere la città. Se Biffoni non dovesse davvero portare a termine il suo secondo mandato preferendo il suo ritorno a Roma in Parlamento, sarebbe visto da gran parte dell’elettorato come un vero e proprio schiaffo alla città. Per questo motivo, per non consegnare la città alle forze di centrodestra nel 2024, i “padrini” starebbero pensando di rimescolare le carte con una candidatura trasversale, magari civica, fatta passare pubblicamente per il bene della città ma in realtà costruita a tavolino anni prima per conservare il proprio potere e lasciare gli equilibri più inalterati possibili.

Anche Silli, naturalmente, farà di tutto per restare a Roma e, con questo accordo, si garantisce una strada spianata esattamente come spianata fu quella nel 2018m, quando il PD pratese accettò la candidatura nel collegio uninominale di Della Vedova che veniva di Sondrio.

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA. La cosa davvero curiosa è che questi strani movimenti avvengano alla fine di un’era geologica. Biffoni è giunto al termine del biffonismo. Già protagonista di spicco del renzismo, tramontato ormai diversi anni fa, è riuscito a prolungare la sua carriera politica di qualche anno scegliendo di rimanere nel PD anziché di seguire in Italia Viva colui al quale doveva quasi tutto. La decisione di fare il nome di Ciuoffo come assessore regionale nonostante l’esito delle urne avesse indicato un netto cambio degli equilibri interni al PD è solo l’ennesimo disperato tentativo di Biffoni di allontanare gli spauracchi di un’uscita di scena dai palcoscenici della politica che conta. Tutte queste manovre però, non tengono conto dei nuovi assetti interni al Partito Democratico, dove nei prossimi mesi si terrà un congresso provinciale che si preannuncia già più che infuocato.

Gli zingarettiani si prenderanno il partito con una prova di forza a seguito di uno scontro con i “padrini” e con il loro sistema di potere o si sederanno in via Carraia tutti insieme per fare un accordo precongressuale?

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