CONSIGLIO COMUNALE: i banchi deserti del centrodestra pratese

L’arrivo del primo freddo, la pioggia battente, la merenda con il plaid davanti alla tv, il traffico cittadino che da settembre sta rendendo le strade della nostra città un vero e proprio incubo per tutti i cittadini. Insomma, i motivi che possono aver scoraggiato i consiglieri comunali di opposizione a recarsi in Palazzo Comunale a seguire la seduta odierna del Consiglio c’erano ed erano anche importanti.

E pensare che non più tardi dell’11 giugno (come riportato da TV PRATO qui), Lega (Curcio escluso), FdI e Lista Garnier abbandonarono i lavori della seduta del Consiglio Comunale in segno di protesta chiedendo a gran voce il ritorno fisico in aula per tutti i consiglieri. Ritorno in aula che, già da luglio, con numeri ridotti e distanziamenti, è stato ripristinato. Soprattutto per questo motivo, fa ancora più effetto vedere come, durante la seduta di oggi, non ci sia nessun esponente dell’opposizione presente fisicamente tranne il solito, solitario, sconsolato leghista Curcio. Tutti gli altri, invece, sono intervenuti da casa, dall’ufficio, dalla cameretta o dall’abitacolo della propria auto.

Nella maggioranza invece sono stati presenti fisicamente in aula i sette consiglieri consentiti dalle normative sul distanziamento mentre alcuni degli assenti, vedendo la diretta video, sono comunque intervenuti collegati da altre stanze in Palazzo Comunale. Sapete benissimo quanto il sottoscritto non perda occasione per avanzare critiche a questa maggioranza ma, se una cosa è in assoluto fuori discussione, questa è l’impegno e la serietà del gruppo consigliare PD.

Come ho detto all’inizio, sono molti i motivi in una giornata grigia, umida e triste come questa, per intascarsi il gettone di presenza stando comodamente a casa al calduccio, magari in pantofole (ricordo ancora quando, durante l’estate, il consigliere Soldi si collegò direttamente dallo stabilimento balneare e intervenne con gli occhiali da sole) anziché recandosi fisicamente in Palazzo Comunale. Lo stato di salute delle nostre istituzioni, del dibattito politico, del rapporto tra politica e cittadini, vengono però garantiti soltanto da un impegno costante e serio tanto della maggioranza quanto dell’opposizione.

In questo primo anno abbondante di Consiglio Comunale, il primo partito dell’opposizione, che avrebbe anche l’onere e l’onore di coordinare anche tutti gli altri partiti, si è fatto notare più per le liti interne che per iniziative politiche rilevanti. Diventa difficile, di conseguenza, immaginarsi un’opposizione seria a presente quando, nel partito che esprime il maggior numero di consiglieri, si passa più tempo (anche pubblicamente) a cercare di farsi fuori a vicenda piuttosto che a cercare di dare del filo da torcere alla giunta e alla maggioranza.

Non riuscire a trovare sette cristiani che vadano fisicamente in aula durante le sedute del Consiglio Comunale è, soprattutto, una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini che li hanno votati. Se queste sono le premesse, saranno tre anni e mezzo in scioltezza per il PD e il per il sindaco Biffoni.

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