La vittoria della Bugetti è la sconfitta di Biffoni

Con 11.326 preferenze, la consigliera uscente Ilaria Bugetti ha superato il suo diretto avversario Nicola Ciolini, fermo a 9.027. Un colpo di scena vero e proprio. Uno di quelli che solo la politica è in grado di regalare. E siccome a questo giro di posti in regione per i pratesi ne è toccato solo uno, tocca proprio alla “Guerriera della ValBisenzio” questo compito tanto difficile quanto importante.

GROSSO GUAIO A BIFFONITOWN. Succede che, inaspettatamente, ad arrivare primo non sia quel candidato sponsorizzato dal sindaco, da sette assessori su nove, da una manciata di consiglieri comunali, circoli tematici del PD e da una ventina di illustri nominati dallo stesso sindaco nelle partecipate in giro per la città e per la regione. Con oltre duemila preferenze in più ha vinto quella sostenuta dalla gran parte degli iscritti (quella famosa base sempre più ignorata dai vertici), dagli scontenti, dagli emarginati e da qualche sindaco coraggioso.

DAI, PICCHIA E MENA. Me la ricordo anche cinque anni fa Ilaria, con il morale a terra alle sei del mattino dopo i risultati che la vedevano allora seconda dietro Ciolini e poi con il morale alle stelle all’intervista delle dieci di mattina, una volta appreso che l’ultimo seggio, grazie agli scarti, sarebbe toccato proprio a Prato. La stessa sorte stavolta non è toccata al suo diretto avversario, che nella tarda notte ha visto svanire la possibilità di veder scattare il secondo seggio in città ad appannaggio della matrigna-prenditutto Firenze. Si è fatta cinque anni quasi da sola Ilaria, contro vento e contro tutti. E la sua vittoria, frutto di costanza, perseveranza e tanta energia, è tutta sua. O quasi.

LA SCONFITTA DI BIFFONI E L’INIZIO DELLA FINE DEL SUO IMPERO. Se gran parte dei meriti sono della Bugetti, non me la sento di accusare Ciolini di particolari demeriti. Tutto sommato, anche lui è riuscito a migliorare e di tanto, in termini di preferenze, il risultato della scorsa volta. Le maggiori responsabilità sono da ricercare nell’atteggiamento del sindaco Biffoni, che si è scordato troppo in fretta di come fosse arrivata la sua vittoria un anno fa, che si era calato fin troppo bene nella parte della superstar dei social network sfruttando l’emergenza Covid e che ha praticamente smesso di fare politica preferendo di gran lunga lavorare sulla costruzione del suo personaggio. Se a questo ci si aggiunge la lunga lista degli scontenti dopo le scorse amministrative che invece Bugetti ha saputo coinvolgere e stimolare, ecco spiegato come si è arrivati al capitombolo inaspettato.

PASTI, RIMPASTI e CONGRESSI. Nonostante la scontata acqua sul fuoco gettata ieri sera dal sindaco e dal segretario PD Gabriele Bosi, adesso il primo cittadino di Prato si ritrova con una bella gatta da pelare. Soprattutto perché ben sette assessori su nove della sua giunta, oltre a lui stesso, si sono apertamente schierati con Ciolini (tralascio, non essendoci motivi per accanirsi sugli sconfitti, la volgare presa di posizione pubblica dei centocinquanta operatori sanitari che, essendo dipendenti dell’ospedale e quindi dello Stato, avrebbero dovuto tenere un profilo super partes). Il riferimento in regione adesso è Bugetti. Che rappresenta anche la maggioranza del partito a livello nazionale. C’è chi vuole aspettare il congresso del prossimo anno per regolare i conti e chi invece sta suggerendo alla Bugetti di azzannare subito la preda in difficoltà. Sono certo che, data la sua esperienza, la neo consigliera regionale saprà scegliere la strada migliore.

“Lo scopriremo solo vivendo” cantava Lucio Battisti. Una cosa è certa: il PD si ritrova un grosso problema di rappresentanza sia nelle istituzioni che nel partito e Biffoni, stavolta, non potrà neanche chiedere aiuto al solito Giacomelli, ormai ufficialmente fuori dalle dinamiche partitiche e sempre più concentrato sull’AGCOM. Se solo potesse concedere un’ultima pizza da Virgilio per capire come salvare la pelle a quel gruppetto di amici ex renziani che da quasi sette anni governa gelosamente la città e che, nei prossimi anni, rischia di tornare nel più drammatico degli anonimati.

2 Comments

  1. Probabilmente non sarà così, Ciolini rientrerà in Consiglio regionale, se la Bugetti verrà chiamata a ricoprire il ruolo di assessore.

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