La Ceccardi sta sbagliando quasi tutto: serve un cambio radicale per vincere

Susanna Ceccardi sta sbagliando tutto, o quasi. Esattamente come la collega Bergonzoni in Emilia è caduta nella “tana” di Eugenio Giani. Peccato che la rossa leghista d’Emilia avesse contro Bonaccini, uomo politico di tutt’altra caratura rispetto al nostro caro Presidente del Consiglio Regionale.

Perché se Giani aveva dato il via alla sua campagna (quella vera) con guinzagli, dibattiti da pugile suonato e una strategia da principiante per un politico d’esperienza, adesso il background politico è totalmente cambiato. Eccome se è cambiato!

Giani, evidentemente ben consigliato da qualcuno, ha deciso di legittimare l’avversaria non dando la vittoria per scontata e l’inesperta Ceccardi c’è cascata in pieno insieme al fido Salvini. Per vincere una campagna elettorale regionale come questa, ovvero qualcosa di apparentemente impossibile sulla carta, sarebbe opportuno giocare d’arguzia esattamente come avvenuto in grandi città come Grosseto, Pistoia o Montevarchi.

Servirebbe la Ceccardi da salotto televisivo, quella sempre all’attacco, quella dei concetti detti e non tenuti tra i denti, quella che paura non ne ha. Invece stiamo vedendo una candidata che, tramite un post social (strano), ha esultato per un sondaggio clamorosamente fake commissionato, guarda caso, da Italia Viva.

La politica di oggi vive di sondaggi che, spesso, non ci prendono. Aumentare e legittimarsi come Narciso davanti alla pozza non serve a fare il “colpo grosso”, anzi serve proprio al contrario. Portare il dibattito alla dialettica, con Giani specialmente, non serve a niente. Quindi, come già detto su questo blog, Ceccardi si tolga dai piedi il suo caro Matteo Salvini, tenga i leader nazionali sul confine e ascolti chi ha fatto politica a destra in Toscana.

Da Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, passando per il suo capolista su Firenze Giovanni Galli ma anche tutti gli “alleati” di Fratelli d’Italia, in primi il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi. Insomma, gente che la politica l’ha fatta per davvero, anche in situazioni forse più difficili della sua, ed è riuscita ogni tanto anche a vincere.

Si faccia consigliare da donne e da uomini di livello e non da inesperti salvatori della Patria. I “fenomeni” durano poco. Un po’ come la Juventus in Champions League. I cittadini sono indecisi. E lo sono tanto, inaspettatamente. Quindi lavori fino al 21 settembre, tra mare e città, con la verve che la rese sindaca contro ogni pronostico. Perché nella stranezza della campagna balneare, si lavorerà sui voti anche a Ferragosto e questi toni “da ufficio” non la faranno di certo vincere.

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