REGIONALI FIRENZE // Via i sassolini per il PD: fuori i nomi illustri e frenata sulle preferenze

“Non c’è base senza altezza” è uno slogan da centrodestra ma che il Partito Democratico farebbe bene a tenere a mente. Infatti, dopo la Segreteria Regionale nella quale sono state ufficializzate le candidature alle prossime elezioni regionali di settembre, i dubbi sono veramente tanti.

Talmente tanti che dopo il sondaggio pubblicato ieri da Il Corriere Fiorentino, nel quale lo schieramento di Giani sarebbe dato avanti solo due punti rispetto a quello di Susanna Ceccardi, qualcuno si è affrettato sottovoce a bollare queste proiezioni come cazzate. Ma a sinistra ce lo insegnano: quando si incazzano è perché, sotto sotto, c’è un fondo di verità in quello che si dice. Il lavoro che le truppe guidate da Giani devono fare, con questo PD a trazione zingarettiana, pare tanto forse pure troppo per qualcuno.

Su Firenze città, infatti, non si è ascoltata la base. O almeno solo in alcuni casi. Come capolista troviamo Iacopo Melio, da sempre guerriero social che combatte la sua battaglia contro un Paese ancora troppo poco a misura di disabile. Una candidatura che guarda verso il mondo dei diritti ma che, viste alcune posizioni prese da Melio nel tempo, sarebbe stata più plausibile nelle liste di Tommaso Fattori. La politica è “sangue e merda” e speriamo che Melio riesca a far ragionare il PD toscano su alcuni temi spesso poco trattati e non serva ai dem solo per accrescere sui social e tra i giovani.

Lo segue la vicesindaco della giunta Nardella Cristina Giachi, una che sicuramente non avrà problemi a fare incetta di preferenze visto il buon lavoro svolto proprio accanto al sindaco.

Due che faranno furore saranno sicuramente l’sssessore Andrea Vannucci e Massimo Mattei. Il primo dopo cinque anni allo Sport e due al welfare, può vantare capacità di relazioni uniche e un consenso che ha difficili equali. Il secondo, oltre ad amare Sanremo, è un politico non certo sprovveduto che ben saprà valorizzare i contatti creati durante gli anni a Palazzo Vecchio. Chiudono la lista Maria Federica Giuliani, Irene Micali, Roberto D’Ippolito e l’avvocato Patino Gomez, tre incognite ma che hanno portato già alcune interessanti idee.

Stride l’assenza del presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi che sì, i posti sono pochi e tutto quello che volete, ma uno come Tiger Man non si lascia fuori. Soprattutto dopo la battaglia sullo stadio e la conoscenza che i fiorentini hanno di lui. La base, passa anche da questo.

Nel collegio del Mugello a lottare con la consigliera uscente Fiammetta Capirossi ci sarà Massimiliano Pescini, ex sindaco di San Casciano Val di Pesa, che pare essere il vero nome di punta di tutta circoscrizione. Inseguono Cristiano Benucci, Barbara Cagnacci, Alessio Meloni e Annamaria Cariglia. In caso di vittoria del centrosinistra, anche nel Mugello si sbloccherà il secondo consigliere. Prevediamo una vera battaglia vera, come quella di F1 che vedremo sul circuito proprio qualche giorno prima del voto.

Nel collegio bloccato dell’Empolese si ripresenta Enrico Sostegni, consigliere uscente e che difficilmente potrà essere sconfitto. Ottima la candidatura di Francesca Giannì, giovane ma con esperienza amministrativa a Castelfiorentino che, da quello che ci dicono, ovunque sia passata pare abbia lasciato una buona impressione. Outsiders Edoardo Cappelli e Anna Masoni. Difficilmente ne passerà più di uno nel collegio di Empoli.

Nel collegio della Piana la capolista sarà Monia Monni. Consigliera uscente che ha ben lavorato in questi cinque anni supportata dalla sua Campi Bisenzio e dalla pink power di oltre cento donne che hanno preso pubblicamente posizione in suo favore. Non dovrebbero esserci grosse sorprese in caso di vittoria ma viene da pensare. Due nomi accostati alla candidatura in questo collegio erano quelli di Alessandro Martini, assessore a Firenze, e quello di Paolo Bambagioni, consigliere PD.

Il primo, molto conosciuto a Sesto Fiorentino, avrebbe portato preferenze personali ai dem, soprattutto alcune provenienti anche da altri mondi lontani solitamente al PD. Il secondo, che passerà al gruppo misto, è stato punito con una futile motivazione che sa di epurazione. L’ex sindaco di Signa, infatti, tra la città della Beata e Lastra, ha in seno un intero arsenale di voti legati alla sua persona visto il tanto lavoro svolto negli anni per la città. Perché non è stata ascoltata la base? Si preferisce regalarli alla civica di Giani? Anche cinque anni fa, Bambagioni era in lizza con Monni e questa la spuntò grazie alla doppia preferenza di genere e a qualche centinaia di voti in più sul sestese.

Adesso ci sono candidati Fausto Merlotti molto noto a Scandicci, Leonardo Cappellini da Lastra a Signa e Claudia Baggiani. Personaggi politicamente conosciuti ma che difficilmente impensieriranno Monni.

Alea Iacta Est su Firenze. E se a Prato a vincere è stata Demos con il coordinatorissimo Lorenzo Maria Marchi, a Firenze qualcuno ha preferito togliere alcuni “sassolini” scomodi dalla grande scarpa del Partito Democratico.

Tra scontenti e felici vedremo quanto il primo partito toscano riuscirà a portare a casa. Sicuramente mancheranno alcuni voti decisamente importanti.

Le candidature nelle liste di Susanna Ceccardi, come storicamente noto a destra, non saranno dei macinapreferenze ma è bene che, il Partito Democratico, torni a lavorare pancia a terra e fuori dalle stanze. Perché nulla è scontato.

 

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