Il Dario espiatorio

È un Dario espiatorio, ed è più facile così. Per tutti. Perché alla fine, anche dopo la manifestazione della tifoseria organizzata viola, l’unico colpevole nominato esplicitamente è il Sindaco di Firenze e della città Metropolitana, Dario Nardella

Per lo striscione con scritto “Nardella con Rocco stai facendo una Pessina figura” gli UV73 hanno scelto un tono ironico ma, allo stesso tempo, parole forti e inequivocabili. Con nomi, cognomi e indicazioni. Eppure non è il solo ad avere delle responsabilità politiche in merito alla situazione che si è creata attorno alla vicenda del nuovo stadio della Fiorentina. 

Quel “Ci avete rotto il cazzo” urlato più volte dalla tifoseria è un messaggio a tutta quella politica fiorentina che da giorni, mesi e anni continua a farneticare su fantomatiche ipotesi di coperture, su iperbolici lavori di ristrutturazione, si eventuali vincoli da rispettare, senza però mai arrivare ad un punto concreto.

Quando Renzi proponeva l’idea di Castello tutti erano per Castello, franchisti di oggi compresi. Quando poi è arrivato il turno della Mercafir, (quasi) tutti in fila a fare a gara a chi era più tifoso dell’ipotesi Mercafir. Ora che invece l’unica soluzione possibile sul terreno comunale pare essere quella del restyling del Franchi, hanno tutti cambiato nuovamente idea e guai a mettere in discussione la nuova fissa di Nardella e dei suoi. Ma non perché ci sia un fattore emozionale o carnale, come per il tifo viola, quanto perché lo stadio della Fiorentina fuori dal Comune di Firenze sarebbe un game over per il sindaco.

Per la classe dirigente fiorentina che governa attualmente, sembra quasi uno scandalo l’ipotesi di una nuova struttura al di fuori dei maledetti confini di Firenze.

Però quando la Piana ha fatto comodo si è provato ad utilizzarla. Ma non con lo stadio della Fiorentina. Con quello no. È troppo distante, ci sono fattori idrogeologici, le luci accecano i piloti della nuova pista, i cani non fanno più i bisogni per il rumore, mancano i lampioni, non arriva l’ADSL e chi più ne ha più ne metta. 

Insomma, tutta ma proprio tutta la politica Fiorentina spinge per un nuovo Franchi. Perché? Semplice. Perché da adesso in poi ci sarà un Dario espiatorio che si prenderà tutte le frustrazioni e tutte le offese del Paese reale. Occorre però ricordare di come le responsabilità politiche siano di un’intera città. Ed è fin troppo semplice anche accanirsi con Pessina e gli uffici della Sovrintendenza. L’Italia è un Paese che sguazza nella palude della burocrazia, il Sovrintendente pare essere persona assai pignola, ma da queste parti sono anni che non si fa altro che parlare e basta.

Non c’è altro. O meglio, c’è un progetto presentato in via ufficiosa. E quindi via di scaricabarile. 

La realtà dei fatti è che l’ipotesi Campi Bisenzio è più reale di quanto alcuni vorrebbero farla passare (a qualcuno fa male sentirlo) e l’unico atto presentato in tutti questi anni dalla Fiorentina è quel pezzo di carta chiamato manifestazione d’interesse per quei terreni siti in viale Allende di proprietà della famiglia Casini.

E se da una parte il Comune di Campi è l’opzione già pronta come Piano B, il rischio che diventi Piano A è alto.

Non ci sono alternative su Firenze e neanche le si vogliono trovare. Ed è assolutamente vero che la viabilità sia da riprogettare, che la tramvia sia da far arrivare e che le infrastrutture in generale siano da potenziare in questo angolo della provincia fiorentina. Ma se da una parte c’è da aspettare degli investimenti in gran parte già programmati, dall’altra c’è l’italica attesa.

“Vediamo il decreto”. Quel DL Semplificazione che, a detta del Ministro D’Incà, doveva essere già pronto da almeno due settimane, ma che in realtà sguazza nel Transatlantico di Montecitorio in attesa di trovare una forma definitiva. Questo dovrebbe contenere un emendamento presentato dalla deputata Fiorentina Di Giorgi per “semplificare” i lavori sugli impianti storici. Ma, tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo la politica, Roma, Firenze e la Sovrintendenza. 

È simpatico poi come, sia Di Giorgi, sia Giani, sia Nardella, siano tutti dello stesso schieramento politico. Ed è altrettanto divertente come lo stesso Pessina sia diventato sovrintendente della Città Metropolitana di Firenze nel 2016 in pieno Governo Renzi, quando c’era come Ministro dei Beni Culturali quel Franceschini che pochi giorni fa è intervenuto sul Franchi frenando la tranquillità dell’onorevole Di Giorgi.

Ma al posto di fare settanta uscite diverse, in altrettanti modi di vedere diversi, non era più facile chiudersi in una stanza e arrivare ad una quadra? No, più facile trovare un Dario espiatorio. Che si, colpe ne ha. Ma non è mica l’unico ad averne.

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