La non-conferenza stampa di Nardella. Ma non dovevamo parlare di stadio?

“Non ho voluto rinunciare a fare questa conferenza stampa per dire una volta per tutte determinate cose nel modo più chiaro possibile. Con il fatto che non si è giocato è rimasto il tema dello stadio su cui sbizzarrirsi”. È un Dario Nardella sereno quello che si è presentato alla conferenza stampa convocata sul tema dello stadio. Peccato poi che tutti i concetti espressi in avvio siano evaporati come un cubetto di ghiaccio dentro una bevuta il 15 di agosto.

Il primo cittadino infatti ha parlato di voler far chiarezza, ma di oltre quaranta minuti di conferenza resta poco o niente di concreto. Lo Stadio resta ancora un grande tema e se Nardella da una parte fa un raise caricando sul discorso Cittadella dello Sport a Campo di Marte, dall’altra continua con l’apartheid del ponte di Maccione e non riesce a pronunciare il nome di Campi Bisenzio neanche sotto tortura.

E forse Nardella ha anche ragione quando sostiene che si è parlato della questione stadio perché il calcio non è stato giocato, ma questo attacco velato ai tanti che ne hanno scritto era decisamente evitabile. Esattamente come evitabili sono stati alcuni passaggi della sua conferenza, come per esempio quando ci ha tenuto a ricordare che anche lui sta con Rocco. Beh, se ci fosse stato Martellone di Boris se ne sarebbe uscito con un clamoroso “esticazzi”.

Era impensabile che il primo cittadino di Firenze avesse scelto di non stare con Rocco Commisso. Un grande imprenditore che ha acquistato la più grande passione dei cittadini della città amministrata da Nardella. Nessuno avrebbe mai messo in dubbio la sua scelta di campo.

Ancora più inutile è stato sottolineare che di stadio a Firenze se ne parla dal 1969 . Esattamente da quando il grande Giordano Goggioli scrisse pubblicamente dei problemi del Franchi. Sono passati cinquantuno anni, è vero. Peccato che lo stesso Nardella frequenti Palazzo Vecchio da ben sedici anni. Nel 2004 era Presidente della Commissione Cultura e Sport; dal 2009 è stato vicesindaco per poi diventare Sindaco cinque anni dopo. Il tempo per parlare dei problemi del Franchi c’è stato e non c’è bisogno di tirare fuori polemiche risalenti ai tempi di Padalino o di Morales.

Il Sindaco Nardella, poi, dopo aver sottolineato quanto sia stato bravo a fare le varianti per l’area Mercafir, ha tirato fuori dal cilindro la chicca della giornata: “Non ho alcuna irritazione o invidia per altri comuni che vogliono proporsi. Da Sindaco di Firenze ho sempre avuto come priorità quella di lavorare per la mia città”. Ma va?!

L’irritazione c’è e si sente, anche per l’unico comune che si è esposto (Campi Bisenzio, ndr) del quale proprio non è riuscito a ricordare il nome. Ma poi, chissà perché, si è ricordato di essere, tra le tante cose che rappresenta, anche il Sindaco della Città Metropolitana che, guarda un po’, per puro caso comprende anche Campi Bisenzio.

Che la situazione nel PD sia ormai un “tutti contro Fossi” è inequivocabile. Da quando anche Nardella è diventato un pierguidiano di ferro, tutta la politica fiorentina, dal Sindaco fino all’ultimo dei consiglieri comunali, vuole il restyling del Franchi. Ipotesi che, durante la campagna elettorale di un anno fa, vedeva a favore tutti i candidati a sindaco tranne Nardella e, solitario in prima linea nel PD, Michele Pierguidi.

In chiusura del suo intervento, il Sindaco di Firenze ha poi lanciato una stoccata alla Sovrintendenza e al Dottor Pessina, ricordandoci che: “è una vergogna nazionale non riuscire a fare stadi nuovi e aver reso complicato pure ripensare quelli vecchi”.

Un messaggio giusto, peccato che prima di pensare ai problemi burocratici nel quale sguazziamo in Italia, ci sarebbe da riflettere su ciò che la politica non ha voluto fare continuando sempre a rimpallare eseguendo capovolte pindariche per poi adagiarsi su posizioni differenti. La chiarezza di cui parlava Nardella non si è vista né sentita durante tutto il suo discorso, anche quando un giornalista gli ha posto la fatidica domanda: “Meglio lo stadio o l’aeroporto?”. La risposta? Politichese puro, infarcito con la solita retorica del suo essere Sindaco Metropolitano.

La realtà è che la passerella di oggi ha ricordato molto una giornata di Pitti Uomo. Concetti confusi sparsi qua e là, piume, brillantini e tante pacche sulle spalle. Tutti spunti a effetto, caotici e momenti pregni di riflessioni.

Perché non c’è niente di nuovo a Palazzo Vecchio se non un Sindaco che ha dimostrato il suo attendismo. Ancora una volta.

“Andrò a oltranza” e lo speriamo, ma qui per adesso siamo rimasti nell’indecisione che, probabilmente, smuoverà il Presidente Rocco Commisso nella giornata di Sabato quando, in una conferenza stampa, presenterà il suo bilancio dopo un anno dal suo arrivo. Mediaticamente Nardella potrà convincere i giornalisti, i cittadini in generale e i tifosi della Fiorentina nello specifico, ma nei fatti questo attacco frontale non c’è stato. Al massimo è stata una carezzina.

Ma lo stadio? Non dovevamo parlare di questo?

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