Renzo del Megabono:”Consorzio Santa Trinita faccia un passo indietro. Ok pedonalizzazione ma ripensare accesso al centro”

Renzo Bellandi è conosciutissimo in città per il suo passato da allenatore di calcio a cinque e per il suo impegno politico. Da qualche anno ha aperto il suo ristorante nel cuore del centro storico dove propone piatti della tradizione pratese e delle cucina di un tempo. È attualmente anche il presidente dei ristoratori di Confesercenti e non poteva non entrare nel dibattito sulla ristorazione che abbiamo innescato.

Come hai vissuto questa quarantena?
“Mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, quando sono stato quattro anni disoccupato prima di aprire il Megabono. Una sensazione non piacevole. Ho cercato di pensare a nuove forme di impresa e devo dire che ho messo su un bel progettino che avrei voluto presentare per Eat Prato. Non sarà possibile farlo, evidentemente, per quel giorno, ma la cosa è solo rimandata.”

Hai iniziato con il delivery, come sta andando?
“Faccio solo asporto per scelta “politica”. Non voglio dare dal 15 al 30% del mio scontrino a chi non lo merita perché basano il loro business sullo sfruttamento delle persone. Avevo lanciato la proposta di una associazione, fatta da negozianti e ristoratori, che doveva avere il compito di reclutare ragazzi giovani per le consegne pagati 15 euro l’ora, praticamente il costo di un contratto a chiamata. Una sorta di escamotage perché fare un’assunzione adesso non è minimamente pensabile. Mi sembrava una buona idea ma nessuno l’ha considerata. Per quanto riguarda l’asporto credo che ancora non abbiamo una cultura in tal senso, però piano piano proviamo a far pari perché il nostro mestiere è altro.”

Il dibattito sulla ristorazione è caldissimo. Pensi che la pedonalizzazione del centro e dare piazze e giardini ai locali possa essere una soluzione?
“Lo sanno anche i sassi che io sarei per la pedonalizzazione alle porte. Lo dico da commerciante e da residente. Andrebbero però fatte infrastrutture (parcheggi) adeguati. Nella parte, per esempio, di Porta Frascati mancano del tutto. Avrebbero potuto farlo sotto ai giardini di Sant’Orsola oppure organizzare navette dal parcheggio del vecchio ospedale fino a piazza San Domenico. Invece niente. Per quanto riguarda piazze e giardini sono favorevole. Non è l’optimum ma in mancanza di meglio…”

Molti tuoi colleghi hanno anche messo dei paletti al consorzio. Cibo e bevute vogliono che siano gestite dai locali. Che ne pensi?
“Credo che mettere paletti in questa situazione sia miope. Credo nel dialogo: gli uni abbiamo bisogno degli altri. Chiedo al Consorzio Santa Trinita di fare un passo indietro, almeno in questa fase, e lasciare che il beverage sia gestito dai locali idonei a farlo. Chiedo però anche ai locali di accettare l’importante know how che porta il Consorzio. Vediamo in quali forme ma è essenziale dialogare. Su una cosa non transigo che, però, nessuno ha nominato: la legalità. Mi spiego. Ogni codice ATECO deve ottemperare alla propria mansione. Altrimenti è concorrenza sleale. Per capirci, il giornalaio non può fare da mangiare e il ristoratore non può vendere i giornali. Chiedo pertanto all’Amministrazione Comunale di eseguire più controlli in tal senso.”

Che estate ti aspetti?
“Terribile. Purtroppo alcune vie perderanno un po’ di appeal per via dei distanziamenti. Forse ne guadagneranno altre, non lo so. Quello che temo è che a settembre che ci possa essere un bagno di sangue e che molti non riapriranno. E nessuno ha bisogno di questo.”

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