Maturità 2020: il caso di #Nomaturità2k20

“I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume” scriveva Ennio Flaiano nell’autobiografia del Blu di Prussia. Uno di questi, almeno per chi scrive, è sicuramente la maturità.

Un qualcosa di difficilmente immaginabile per uno studente, uno dei ricordi più cari quando si inizia a invecchiare. Perché la maturità ti segna, nel bene o nel male. Le corse a studiare, le notti insonni, i primi amori che si concretizzano, l’estate vicina, la voglia di urlare, correre, vomitare. La maturità è questo. Un uragano di emozioni, buone e cattive, che ti porterai per sempre dentro.

Il mio esame, ad esempio, lo ricordo come se fosse oggi. Dalla notte prima degli esami, diversa da quella di Vaporidis e di Venditti, fino all’orale con La Pira, le brioches della custode Teresa e il mio tuffo fuori dalla porta. Una liberazione unica, come la smitragliata di Batistuta sotto la Fiesole, come uno scatto di Pantani sull’Alpe d’Huez, come saltare a un concerto.

Il Coronavirus ha distrutto anche queste emozioni perché i maturandi di quest’anno sono come tutti quelli degli anni precedenti, ma con le emozioni frenate. A poco più di un mese dall’inizio dell’esame ancora non sono certe le modalità di esecuzione, se sarà fatto fisicamente oppure attraverso una telecamera di un pc e se ci saranno abbastanza presidenti di commissioni.

La maturità 2020 rischia di essere una tagliola per tutti gli studenti interessati e addirittura, secondo Askanews, il Decreto Scuola che contiene informazioni importanti sulla Maturità arriverà al Senato solo il prossimo 21 maggio.

In mezzo a tutte queste preoccupazioni e incertezze, un gruppo di ragazzi veneti ha creato la pagina Instagram “Studenti a Distanza-Nomaturità2k20” che, in poco tempo, ha raggiunto oltre ventimila follower (a cui è collegato un gruppo Telegram) e che ha lavorato alla petizione su Change.org chiamata “Stop alla maturità 2020: non è più ora di scherzare” indirizzata al Ministro Lucia Azzolina.

Il grido lanciato dagli studenti italiani è forte, duro ma da ascoltare perché solo chi vive la maturità può parlarne, ma spesso non viene considerato. I ragazzi di Nomaturità2k20 sono riusciti a coinvolgere anche la politica ma, da Viale Trastevere, la risposta è stata solo della segreteria. Per questo Targettopoli ha contattato gli amministratori della pagina per conoscere da dentro la situazione dei maturandi italiani e per accogliere un grido d’allarme. La maturità è un momento che resterà per sempre, non scordiamocelo.

Avete creato una community su Instagram che ora conta grandi numeri. Da dove nasce questa idea e perché?
“La pagina è nata a fine marzo, quando la didattica a distanza stava entrando nella quotidianità degli studenti. Abbiamo notato i problemi legati a questo sistema, la mancanza di indicazioni ufficiali, il deficit che si era creato nella preparazione in vista dell’esame. Confrontandoci con i nostri compagni abbiamo percepito grandi difficoltà e perplessità riguardo la maturità e abbiamo deciso di attivarci per dare voce a questi problemi. Poi siamo cresciuti a ritmi grandiosi anche se non abbiamo ancora ottenuto il nostro obiettivo.”

La vostra, da studenti maturandi, è una battaglia forte. Quali sono i vostri punti chiave?
“La nostra causa consiste prima di tutto nel portare alla luce le criticità legate alla didattica a distanza e all’esame. Con le videolezioni non si è arrivati a tutti e qualcuno non è stato preparato per la maturità. Inoltre, a un mese dal 17 giugno, studenti ed insegnanti non hanno certezze sulle modalità di svolgimento di tale prova. Noi chiediamo di sostituire la valutazione d’esame con un voto costruito in relazione al percorso scolastico dello studente: media degli ultimi tre anni moltiplicata per 10 più un bonus di 0-10 punti (compresa la lode) assegnato dal consiglio dei docenti considerando per ogni studente miglioramenti, impegno, comportamento e alternanza scuola-lavoro. L’obiettivo è il dialogo con la Ministra Azzolina. Chiediamo di avere la possibilità di esporre l’opinione di più di 50 mila studenti e insegnanti e avere le risposte che chiediamo.”

Vista la continua attività che fate, avete avuto risposte dalla politica?
“Abbiamo scritto alla segreteria della Ministra Azzolina e questa è la risposta che abbiamo ricevuto 

Cari ragazzi,

la Ministra riceve migliaia di mail al giorno e conosce bene la situazione del Paese. Le decisioni che stiamo assumendo sono nell’interesse esclusivo degli studenti e saranno rese pubbliche tra qualche giorno con l’emanazione di specifiche ordinanze sugli esami di Stato. Voi continuate a studiare e ad avere fiducia.

Grazie per il lavoro di ascolto che anche voi state facendo. Vi rende onore.

Abbiamo ricevuto risposte positive dalla Ministra Bonetti, dalla senatrice Bernini e da alcuni professori del comitato di esperti istituito dal Ministero dell’Istruzione. Loro hanno cercato di farci entrare in contatto con la Ministra Azzolina, che conosce la nostra causa e le nostre pagine social, ma non entra in contatto con noi.”

Come è la vita di un maturando ai tempi del Covid 19? Come avete vissuto la DAD(Didattica a Distanza)?
“La didattica a distanza non è male, specialmente in scuole organizzate come la nostra. Le ore di lezione però sono meno e non si riesce a fare tutto quello che si sarebbe fatto a scuola. La didattica a distanza va bene in una situazione di emergenza, ma non è adatta a preparare un esame. I maturandi vivono la scuola in modo spesso negativo, soprattutto a causa delle incertezze che questa situazione sta causando. Chi ha subito lutti o ha vissuto la malattia è stato profondamente segnato.”

Come convincereste altri maturandi a aderire alla vostra protesta?
“Con delle domande: ti senti veramente pronto ad affrontare l’esame? Sei sicuro su come si svolgerà? Pensi che l’esame in presenza sia sicuro? Come ti sei trovato con la DAD? Il pensiero di tantissimi studenti è in linea con il nostro. Alcuni ragazzi bresciani hanno svolto un sondaggio tra migliaia di maturandi in tutta Italia e dai dati emerge che il 76% di loro non vuole l’esame.”

Il vostro gruppo da chi è composto?
“Ad amministrare la pagina siamo in 4 maturandi veneti. Collaboriamo con chi gestisce il gruppo Telegram e con altri ragazzi. Il team è composto da 10 partecipanti.”

Raggiunte le 50.000 firme alla petizione cosa farete?
“Le 50mila firme sono state raggiunte. Purtroppo i tempi sono troppo ristretti per poter presentare una proposta di legge, tuttavia la crescita delle firme può aiutare a convincere chi è al potere a prenderci in considerazione. La petizione è un modo per far arrivare in alto la voce di chi vive la scuola in prima persona.”

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