PAGELLOPOLI: dai Ristoratori Toscani fino all’inadeguato Spadafora passando per il social Salvini e il caotico Sileri

Fase 1, Fase 2, Fase 2 Bis. Ci siamo, il lockdown è stato sbloccato e per questo su Targettopoli daremo le pagelle. Di Lunedi in Lunedi commenteremo la situazione politica e pandemica con dieci voti. Da 10 a 1 in un riassunto settimanale caotico. Questi sette giorni sono stati lunghi, talmente tanto lunghi che ancora non si è capito cosa siano i congiunti. Ecco a voi il Pagellario!

Ristoratori Toscani: 10. La protesta creata da Pasquale Naccari e dai Ristoratori Toscani si prende il voto più alto di questa settimana. Firenze è stata il centro della protesta che poi ha coinvolto tutta Italia tramite un gruppo Facebook che conta già migliaia di iscritti. Non solo discorsi perché, a differenza di chi sbraita, Naccari e i suoi colleghi hanno aperto tavoli con le amministrazioni. Le parole di Dario Nardella sull’arengario di Palazzo Vecchio sono importanti: via la Cosap, dialogo coi locatori e tanto altro. Sperando che non siano solo promesse. Bravi.

Papa Francesco: 9. Se dopo la supercazzola contiana la CEI era esplosa contro il Governo Conte per la mancata apertura delle Chiese, il Santo Padre si è dimostrato, come sempre, ben superiore delle lotte politiche. “Bisogna obbedire alle disposizioni perché la pandemia non torni”. Ecco, dopo questa frase CEI, Vescovi, FashionCattolici e farisei si sono messi l’anima in pace. A gamba tesa.

Nicola Porro: 8. In tutta la Fase 1, positività compresa, il giornalista è diventato sempre di più un appuntamento fisso per migliaia di italiani che hanno un occhio a destra. Il suo ritorno in seconda serata con Matrix è pura aria fresca in un palinsesto televisivo sempre più monotono tra virologi di ogni estrazione, ministri pronti a smentire e a smentirsi e patetiche scenette. Toc Toc, è tornato.

Matteo Renzi: 7. Dall’alto del tre e spiccioli di Italia Viva, il Senatore di Scandicci è tornato sulle prime pagine. Durante il dibattito al Senato quel “Pensiamo di onorare le persone di Bergamo e Brescia che non ci sono più, che se potessero parlare ci direbbero di ripartire anche loro” ha fatto indignare i più. Di cattivo gusto? Sì. Ma considerando l’intero discorso fatto Renzi si è dimostrato molto lucido, più di tanti altri. Peccato che si debba anche ricordare che questo Governo resta in piedi anche grazie ai voti dei suoi.  In prima pagina.

Matteo Salvini: 6. Di Matteo in Matteo. Il felpato ormai in cravatta perde consensi sia come partito che a livello personale. Le urla sono sport comune e lui quindi si è riadattato. Le dirette Instagram in piena notte, infatti, sono autentico avanspettacolo. “Saluto x da y” è ormai la frase standard alla quale si uniscono risposte a offese di vario genere. Un’operazione politica che guarda alle nuove generazioni. Lungimirante ma alla lunga noioso.

Fabio Fazio: 5. Dopo il declassamento a Rai 2, da inizio pandemia ad adesso Che Tempo Che Fa è diventato un noioso copione già visto e rivisto. Da una parte il virologo Burioni, ospite sempre presente, dall’altro un ministro a girare che boh, anche basta. Cambiare.

Enrico Rossi: 4. Il Governatore della Regione Toscana alterna buone idee a una confusione totale. Anche l’ultima ordinanza (quella del 30 Aprile ndr) che ha permesso ai toscani di uscire per passeggiare o andare in bici la confusione è stata tanta. Prima l’errore sulla data di decorrenza, poi la non specifica sull’attività motoria. Per condire il tutto c’è stata anche la Fake News del Sabato mattina. Che confusione.

Giuseppe Conte: 3. Nella settimana post conferenza stampa, il Premier ha dimostrato due facce. Una chiara e forte che emerge nelle interviste scritte e negli interventi social e una indecisa e caotica che viene fuori durante i discorsi tv agli italiani. Il termine congiunti è diventato uno dei trend topic di questi sette giorni sebbene se qualcuno l’avesse usato durante un suo esame si sarebbe beccato un “torni al prossimo appello”. Gli italiani hanno bisogno di risposte e, sinceramente, le FAQ non sono quello che cercano. Si può fare di più.

Pierpaolo Sileri: 2. Il Vice Ministro della Salute è sempre più un protagonista, forse anche più dello stesso Ministro Speranza. Invitato a tutte le trasmissioni possibili e inimmaginabili, ha una sua versione per tutto che va a smentire quella governativa. Dalla proposta di abolire l’autocertificazione, confermata invece da Conte in persona, fino all’interpretazione del termine Congiunto. “Un vero amico è come un familiare”. Ma certo, buttiamola ancora di più in caciara. Tanto siamo solo in una pandemia. Bell’atmosfera.

Vincenzo Spadafora: 1. Se c’è un ministro che è al posto sbagliato nel momento sbagliato è Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport. L’esponente grillino è un autentico scherzo per tutto il mondo sportivo. E se il dibattito sulla ripartenza della Serie A può risultare stucchevole, un Ministro dello Sport non può trattare il calcio, una vera e propria industria, come se stesse parlando di un pacchetto di patatine al bar. Ieri sera, poi, dopo le aperture agli allenamenti di alcune regioni ha deciso di richiudere tutto dicendo “Ora scusatemi se torno ad occuparmi di tutti gli altri sport”. Ecco, cosa significa che non ci hai pensato fino a adesso? Qui il dibattito non è Serie A sì oppure no, qua ci sono milioni di mezzo e lo sport di base che è completamente bloccato. Intanto lui scherza. Inadeguato.

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