Matteo ti prego, basta

Ci risiamo. È successo di nuovo.
Diretta FB del sindaco.
Domanda assurda che provoca ilarità.
Reazione vulcanica in dialetto pratese perfetta per essere tagliata e montata in un video da 2 minuti che, nel giro di qualche ora, fa il giro di tutte le chat Whatsapp di Prato.

Finale col solito meme divertente da parte di quella pagina che un tempo faceva divertire tutti ma che da ormai un annetto alterna contenuti ironici ad una vera e propria propaganda pro Biffoni.
A dire la verità, sembra diventata quasi una strategia studiata a tavolino, talmente tante sono le volte ormai a cui abbiamo assistito a quello che, a questo punto, mi tocca definire teatrino.

GLI INIZI. Tutti ci siamo buttati via dal ridere davanti alla ragazza che chiedeva se poteva andare a prendere il canino a Grosseto. Erano gli inizi e le persone davvero non sapevano come comportarsi. La reazione del sindaco sembrò davvero spontanea (lo spero) e la cosa è diventata talmente virale che forse neanche tu te lo aspettavi. Già con il gigolò che chiedeva informazioni per il suo lavoro in nero il tutto ha iniziato onestamente ad essere forzato. Adesso con Veronihina è diventato stucchevole. E sono in molti, anche tra i sostenitori del sindaco, che me lo hanno fatto notare.

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PRATO NON È CANTAGALLO. Biffoni è il sindaco della sedicesima città d’Italia, non di Cantagallo (saluto il sindaco Bongiorno, persona splendida, non me ne voglia). Se durante una diretta Facebook per informare i cittadini delle novità arriva veramente una domanda del genere, ci sono due scelte: rispondere seriamente e brevemente, senza tanti show e manierismi, oppure non leggerla nemmeno. Mi pare che il suo personaggio, l’ho già scritto, stia prendendo il sopravvento sul suo ruolo. Che impone serietà e sobrietà. Stiamo vivendo una crisi senza precedenti. Aziende chiuse, negozi chiusi, ristoranti e bar chiusi. Siamo tutti rintanati in casa da due mesi e stiamo tutti facendo i conti con l’incertezza che ci attende. Persone che hanno fatto tanti sacrifici che adesso vedono i propri sforzi svanire dentro a questa situazione drammatica. Persone che temono per la propria vita e per il proprio lavoro. Persone che hanno perso i propri cari. Per il sindaco che rappresenta tutti non ci dovrebbe essere spazio per la Veronihina. Non siamo al Circolo a Coiano a parlare con gli amici. Io non ho mai visto un Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, fare le dirette in bergamasco mentre rispondeva a queste cose. Ho visto De Luca, governatore della Campania, che fa i suoi show che servono al suo consenso, ma non a governare il suo territorio.

C’È MOMENTO E MOMENTO. Non è il momento di investire su sé stessi. È il momento di governare i processi, di prendere decisioni magari anche impopolari per il bene della città. Biffone gode di un consenso mai registrato prima tra i pratesi, sia perché ha vinto le elezioni in un momento difficile sia per come ha gestito in maniera fantastica la prima fase dell’emergenza, trasmettendo serenità e dimostrando a tutti di avere la situazione sotto controllo. Non avrebbe bisogno di mettersi a fare queste cose. Ora basta coi canini di Grosseto, coi gigolò che lavorano in nero e le Veronihine che vorrebbero venire il sabato sera in centro. C’è bisogno di sobrietà.

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