Il caos di Rossi nella nuova ordinanza su passeggiate e bicicletta

Che fretta c’era? Maledetta Primavera. Ecco, maledetta primavera e no perché ce lo cantava Loretta Goggi, bensì perché il Governatore della Toscana Enrico Rossi ha deciso di gettare ancora più caos in una situazione già abbastanza incasinata.

Cosa ha fatto? La Regione Toscana ha diramato una nuova ordinanza che consente di «svolgere passeggiate all’aria aperta e utilizzare la bicicletta nell’ambito del Comune di residenza». Bello? Decisamente sì, anche perché come si legge al punto 2, si fa riferimento ad attività motorie e quindi tutti potranno finalmente uscire di casa.

Casca l’asino però. Perché l’ordinanza uscita oggi, con la decorrenza “in data odierna”, fa capire che questa misura sia stata applicata da subito ma, se si legge bene nel frontespizio, c’è sottolineata una errata corrige, che spiega come tale ordinanza avrà inizio dal 1 maggio.

Grave errore. Ma qualcuno legge il frontespizio delle ordinanze? Difficile, molto difficile. Ad aggravare la posizione del Governatore poi, c’è anche il fatto che il “bomba libera tutti” comunale parta il 1 maggio, giorno di festa e nel quale in tanti vorranno uscire. Si rischia un grande affollamento per le strade.

Anche qui ci sarebbero tutte le condizioni per poter gioire ma, presentata così, sembra proprio una ripicchina nei confronti del Governo e del Premier Giuseppe Conte che, dal 4 maggio, ovvero tre giorni dopo, ha già dato il via libera ad attività sportive e motorie fuori dal proprio Comune. Perché ho specificato sportive e motorie? Il buon Rossi infatti, nell’ordinanza, non ha precisato quali siano le attività che i toscani potranno svolgere a parte “passeggiate” e “bicicletta” previo distanziamento sociale.

Secondo l’OMS, l’attività motoria è un qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici. Questo quindi comprenderebbe anche le corsa, ma nell’ordinanza della Regione Toscana non è specificato. Se uno corre può essere fermato? Decisamente improbabile anche perché il runner può fingere tranquillamente di camminare.

E poi cosa si intende con “andare in bicicletta”? Qualsiasi tipo di bicicletta? Anche da corsa? Perché lì, da venerdì, i tanti ciclisti che affollano le città potranno tornare in sella senza alcuna remora e riprendere coi loro allenamenti.

Tante, troppe contraddizioni e poche specifiche per una ordinanza che poteva essere sicuramente fatta meglio. Il rischio che si trasformi in un “tutti fuori”, soprattuto in un giorno di ponte nel quale tutti saranno a casa, diventa elevato se non certo. Ma perché non aspettare il D-Day fissato da Conte? Mistero di Palazzo Strozzi Sacrati.

 

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