Contraddizioni, congiunti e orge di parole: la dimensione del caos di Conte

Le dimensioni del mio caos non è solo il nome di un album di Caparezza bensì il modus operandi del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Ieri sera, infatti, nei trenta minuti di supercazzola a reti fintamente unificate, Giuseppi ha fatto orge di parole che urtando fra loro hanno trovato un senso poco chiaro per le orecchie degli italiani.

Parole sconnesse, biascicate, chiuse nella bocca del Professore come se si fosse trasformato in uno studente che si presenta all’esame senza aver studiato. Le dimensioni del suo caos sono partite con la spiegazione della fase due e tra liva, i party e i bebisitti si è capito poco o niente.

Ci si potrà muovere nella regione per gli stessi motivi attuali e per trovare i parenti. Per esempio con un cugino a Porto Azzurro uno può andare all’Isola d’Elba ma non recarsi dalla fidanzata che sta a dieci chilometri dalla sua casa. Sempre dal cugino, poi, potrà salutarlo ma non prendersi neanche un panino col prosciutto accompagnato da una birra.

Ecco, ma chi controllerà? Chi controllerà questi “party”? Il domicilio è inviolabile quindi ci saranno mandati per entrare nelle case?

Per lo stesso principio nipoti e nonni potranno ritrovarsi, abbracciarsi e condividere la stessa aria ma no, due fidanzati no. Vero, legalmente il fidanzamento è pari al niente ma così è francamente troppo.

Perché con l’apertura della Fase 2 si potrà tornare a correre e a fare sport all’aria aperta lontani da casa. Quindi uno da Firenze potrà raggiungere Grosseto in bicicletta ma non andare a Sesto Fiorentino a trovare la propria compagna. Sempre correndo si potrà tornare nei parchi (previa apertura da parte dei Sindaci ndr) e casomai trovare amici che anch’essi corrono a due metri di distanza. Però non si potrà vedere la propria fidanzata. Si potranno fare camminate per riprenderci dall’atrofizzazione da divano, anche lunghe, ma non si potrà fare un aperitivo casalingo con il proprio compagno.

La salute prima di tutto, è vero, ma se si mettono delle limitazioni ci vuole testa e non questo dannato e stramaledetto buon senso. Chi mi dice che quello è un cugino o una zia alla lontana? Le Forze dell’Ordine stanno per strada con gli alberi genealogici sottomano?

Conte rovina l’amore, ma rovina anche tanti altri. Dal 4 maggio riapriranno le manifatture, le costruzioni e l’ingrosso funzionale ai settori già citati.
Due muratori ad esempio, come faranno a stare esattamente a 1,8 metri di distanza trasportando un peso elevato? Ma quando scrivono queste leggi c’è qualcuno che ci pensa alla realtà o dentro Palazzo Chigi vivono dentro The Sims?

Si potrà andare al mare, ma solo quelli che stanno al mare anche se, poi, Conte non ha detto neanche mezza parola sulla riapertura del turismo. Zero risposte ad operatori e a lavoratori che hanno basato le proprie attività su questo.

E poi il capitolo scuola. Qualche parola tirata fuori come un molare cariato dal dentista solo dopo una domanda di un giornalista. La Scuola e l’Università sono pilastri del welfare invece, anche stasera, sono stati trattati come elementi marginali che sì “poi l’Azzolina vi dice che cosa abbiamo deciso”.

E le famiglie? Quando i genitori tornano a lavorare dove li mettono i figli? Qualcuno ci ha pensato? Ma se dai nonni non possono fare i party, come si farà? Già c’è il bonus per i bebisitty, ma qualcuno non ci rientra.

Per non parlare di tutte quelle categorie non citate o che riapriranno il 1 giugno. Tralasciando che il 2 è festa nazionale, ma nessuno si è messo nei panni di un parrucchiere o un’estetista? Utenze, affitti, mutui corrono e qui si prolunga l’attesa perché la salute prima di tutto. E tutta la società comunemente classificata come fragile? I centri diurni sono chiusi, i gruppi di mutuo auto aiuto bloccati. A queste persone chi ci pensa?

Queste poche parole non devono essere monito per uscire come una sorta di bomba libera tutti bensì devono far riflettere sulle contraddizioni che la nostra attuale classe politica ci propina in un momento critico come questo.

Eh ma uno come Conte non l’abbiamo mai avuto”, infatti ora la classe contiana si fa vedere in tutto e per tutto.

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