La Toscana riparte: da Venerdì via libera al take-away tra novità e innovazione

«Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.»

Lo scriveva Josè Saramago e, poco fa, il Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi ha deciso di ricominciare il viaggio per ristoranti e locali di tutta la regione.

PICCOLI PASSI. Con l’ordinanza appena firmata (la numero 41 ndr), infatti, Rossi dà il via libera a tutti quegli esercizi commerciali che somministrano alimenti (anche artigianali) alla vendita take-away. L’asporto viene finalmente sdoganato permettendo, per quel che è possibile, una riapertura di ristoranti e pizzerie.

INNOVAZIONE DIGITALE. L’ordine dovrà infatti pervenire in maniera digitale: tramite una vecchia e cara telefonata oppure online. Molti ristoranti sono già presenti sulle principali piattaforme social ma, visto questo servizio, incrementeranno la propria presenza nella rete esattamente come nei principali paesi europei.

DISTANZE. I locali dovranno garantire gli ingressi per appuntamento e con il giusto spazio di tempo tra un cliente e l’altro. Questo perché? Per evitare assembramenti interni ed esterni all’esercizio dove potrà entrare solo un cliente alla volta.

FUTURO. Il take-away sarà al centro della conclamata Fase 2. Ristoranti e pizzerie, infatti, saranno costrette a ridurre i propri spazi e quindi i coperti per via del distanziamento che dovrà essere rispettato. Per questo l’asporto sarà l’arma in più per tutte quelle attività che vorranno ripartire e ritrovare i propri clienti.

ESEMPIO. Su questo blog non abbiamo mai risparmiato schiaffi a nessuno e quando c’è da render merito dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare. Enrico Rossi, oggi, è tornato a essere esempio per l’intero paese. Questa ordinanza è un chiaro segnale per rimettere in moto un motore grippato tra codici Ateco, limitazioni e lo zuccherino dei 600€.

PALLA AL BALZO. I ristoratori, i proprietari di pizzerie a taglio e tutti coloro che somministrano cibo potranno rialzare il bandone e provare, lentamente, a ritrovare quel contatto con i clienti che manca ormai dal 12 marzo. Quella Toscana è una occasione di rilancio che può diventare volano per la ripartenza commerciale dell’intera Italia.

NOVITÀ. Il delivery è stata un’autentica scoperta per molti cittadini che, normalmente, erano abituati a recarsi al ristorante e sedersi col tovagliolo sulle gambe. Questo coronavirus, per forza di cose, ci ha fatto scoprire che la maggior parte del cibo può essere consegnato e mangiato tra le mura di casa. Con l’apertura all’asporto, anche per i ristoranti, inizia un nuovo viaggio che molte attività dovranno intraprendere.

Il viaggio è appena cominciato. La Toscana detta la strada per la ripartenza.

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