La trans Efe Bal:”Abbandonati dal Governo. Mai smesso di lavorare”

Mentre nel Paese tiene banco lo scontro tra imprese, sindacati e governo per la riapertura delle attività, nel Paese reale ci sono circa 100.000 sex workers di cui nessuno parla che stanno avendo grandi difficoltà lavorative, dimenticat* dalle istituzioni e dall’opinione pubblica. Noi di Targettopoli abbiamo intervistato in esclusiva la trans più bella d’Italia, Efe Bal. Che, come sempre, non dice mai cose banali.

Ciao Efe, com’è cambiata la tua vita durante questa quarantena?
“Agli inizi, quando la paranoia ha iniziato a diffondersi a Milano, mi sono spostata a Torino per venti giorni ed ho lavorato benissimo. Quando anche in Piemonte la cosa stava precipitando, sono andata a Pisa dove ho continuato a lavorare. Ma quando la situazione è precipitata in tutta Italia, ho affittato una macchina e sono tornata nella mia Milano. I primi venti giorni non ho lavorato per nulla ma ho iniziato a vedere che tante colleghe stavano lavorando in chat e sui siti di webcam e ho deciso di iniziare anch’io. Quando tutto tornerà alla normalità aggiungerò l’attività online, cosa che prima non facevo, a quella fisica. Il mio profilo su Onlyfans in pochi giorni può già contare su 48 fans paganti. Nelle difficoltà generali, ho trovato comunque il modo di non restare ferma. Mi diverto, godo e faccio godere. Detto questo, nelle ultime settimane ho comunque lavorato con dei miei clienti che abitano vicino a casa mia. L’ultimo ieri, che ha raccontato alla moglie che sarebbe andato a fare la spesa ed è venuto da me.”

Com’è la tua giornata tipo adesso?
“Sono sempre stata una persona mattiniera. Mi svegliavo verso le 6.30 per portare fuori i miei cani, che sono i miei figli, verso le 7. Prima di questa situazione aprivo la mia bottega dopo le 11.30 anche perché, per ricevere un cliente fisicamente, la casa deve essere pulita, io perfettamente docciata, capelli fatti e via col resto. Cioè, non puoi soltanto saltare sul letto e poi magari con un po’ di lubrificante prendere un c*** nel c***. Adesso invece, con il lavoro in webcam o le videochiamate, posso anche iniziare a lavorare dalle 10. Ne arrivo a fare anche una decina al giorno durante la settimana e un po’ meno nel weekend.”

Come ti sembra che il governo stia gestendo questa emergenza?
“Di quello che dice il governo non me ne frega assolutamente niente. Neanche in questi giorni di pandemia nessuno ha mai speso una parola per tutte le oltre 100.000 prostitute che esistono in Italia. Questa è una vergogna. Io sono italiana da quindici anni e trovo davvero grave che uno Stato non si sia mai occupato di migliaia di persone che lavorano col proprio corpo. Abbiamo una professione che non è riconosciuta, siamo come fantasmi. Inoltre, siamo esclusi da ogni aiuto. Io sono fortunata perché in questi anni sono riuscita a farmi conoscere da tantissime persone ma ci sono tantissime colleghe che non se la passano bene. Da anni chiedo al Parlamento che la nostra professione venga regolarizzata, che si possano versare le tasse come tutti gli altri e magari, un domani, avere anche un pensione. “

Hai paura di prendere il coronavirus col tuo lavoro?
“Io non ho paura del coronavirus. Ho convissuto per tutta la mia vita con il timore globale dell’AIDS. Sono morte più di 50 milioni di persone. Se ne sono andati cantanti famosissimi come Freddie Mercury, politici, attori e non hanno ancora trovato un vaccino. Ho vissuto anni difficilissimi in strada a difendermi dai protettori, a convivere con l’invidia delle altre trans o di ladri disposti ad accoltellarti per pochi euro. Sono convinta di uscire da questa situazione più forte di prima. Mi sento più forte del coronavirus. È impossibile sconfiggermi. Sono una grande lavoratrice. Lavoro sempre. Non bevo, non fumo, non sono mai in vacanza. Amo il mio lavoro, non avere padroni e girare con molti soldi in tasca. Io dal 4 maggio ricomincerò a pieno regime e so che lavorerò di più. Sia perché gli uomini dopo due mesi chiusi a casa con le proprie compagne avranno molta più voglia di fare sesso sia perché, con questa paranoia collettiva, molti che prima si recavano nei massaggi cinesi per farsi masturbare d’ora in avanti si sentiranno più sicuri di venire da me.”

C’è un posto che ti manca particolarmente?
“Io amo Milano quindi non mi manca un luogo in particolare. Nelle ultime estati ho preso casa in Versilia a Pietrasanta, dove riesco a coniugare lavoro e relax. Magari a Luglio, quando si spera possa finire questo lockdown, tornerò lì per un po’ di tempo. Vorrei poter tornare poi ad Istanbul ogni tanto per salutare mia mamma, che mi manca molto.”

Grazie Efe, esempio vero di coraggio e di libertà. 

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