Il modulo che permette a ogni azienda di riaprire. ORA

modulo

Un foglio può cambiarti la vita, o quasi. Tra mille limitazioni, chiusure e poche certezze sul futuro, un foglio, ancora sconosciuto ai più, può cambiare la vita di migliaia di imprese.

Perché il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con il DPCM del 10 aprile, ovvero quello annunciato mentre faceva nomi e cognomi, ha dato vita ad un’autocertificazione lavorativa che può cambiare tante delle carte che sono sul tavolo economico.

Infatti da oggi, rigorosamente via PEC, i datori di lavoro con attività sospesa hanno potuto inviare questa comunicazione al Prefetto della Provincia di riferimento.

In questa, previa indicazione del codice ATECO, il titolare dell’azienda può dichiarare di dover rientrare o far rientrare del personale dipendente per:

– svolgimento di attività di sorveglianza
– svolgimento di attività conservative
– svolgimento di attività inerente alla gestione dei pagamenti
– svolgimento di attività di pulizia e sanificazione
– spedizione verso terzi di merci
– ricezione in magazzino di beni e forniture

Sei motivazioni che possono dire tutto per una qualsiasi azienda.

Infatti, con questa nuova comunicazione, si dà effettivamente il via libera al rientro delle persone all’interno delle rispettive aziende e si permette in qualche modo la ripresa dell’attività lavorativa. Perché? Perché qualsiasi azienda chiusa dal precedente decreto può avere una necessità simile a pagamenti da effettuare, stoccaggio di merci o semplicemente pulizia e inventario.

 

Questo sarà un bomba libera tutti nascosto fra le righe? No. Non dovrà esserlo. C’è ben scritto che una dichiarazione mendace può portare a sanzioni penali. Sicuramente però, sarà un incentivo a muoversi per tutti coloro che, in questo momento, possiedono un’azienda e non sanno quando e come ripartire.

La comunicazione del DPCM del 10 aprile, inoltre, integra quella del 22 marzo in cui si prevedevano aperture solo per aziende che assicurassero la continuità delle filiere, avessero impianti a ciclo continuo o lavorassero nel campo della difesa e dell’aerospazio.

Nè il Governo centrale né tantomeno in Regione a Firenze hanno ancora diramato alcun piano per far ripartire piccole e medie imprese che, tra l’altro, caratterizzano il nostro tessuto produttivo. I 25.000€ pro partita IVA sembrano un miraggio e, in Toscana, il Governatore Rossi ha pensato bene di obbligare chi vuol riaprire ad una sanificazione delle strutture. Giusto? . Sarebbe opportuno però semplificare la procedura considerando che sanificare un locale costa tra 1,5€ e 2,5€ e, così facendo, si obbligano le aziende a una spesa folle.

 

La modulistica di cui sopra, poi, cambia da provincia a provincia. A Firenze si deve cercare addirittura su una pagina correlata al portale della Camera di Commercio che, in teoria, dovrebbe servire a semplificare la procedura. Le caselle PEC delle Prefetture, lo immaginiamo, saranno prese d’assalto e, in questo caso, il metodo fiorentino strizza l’occhio a chi vuole una risposta in breve tempo ed aiuta a differenziare la richiesta.

 

Un foglio può cambiarti la vita?
No, ma sicuramente può farti uscire e pensare a come riorganizzare la tua attività.

Per Firenze, potete scaricare il modulo cliccando qui 

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