Conte rimanda Salvini e Meloni

conte

Scomposto, lento all’ira, pungente. Potremmo definirlo così il Premier Conte visto ieri sera in diretta tv. A reti unificate, durante l’ennesimo discorso all’Italia, il Professor Conte si frega il viso col trucco nero, imbraccia il fucile e spara.

Bum. Bum. Bum. Dopo la presentazione del nuovo DPCM infatti Conte sbotta sul discorso MES ed attacca Matteo Salvini e Giorgia Meloni che, nelle ore precedenti gli avevano vomitato addosso accuse pesantissime. “Traditore” la più ricorrente. Un gesto, quello del Premier Conte, decisamente poco elegante e che da un Professore non ci si aspetta. Una reazione infatti inaspettata che abbassa il Premier allo stesso livello dei re leoni dei social e li sbatte al muro. Bum.

Uno schiaffo forte, talmente forte da farne risuonare l’eco in tutto il Paese. In quel momento, il Presidente Giuseppe Conte ha conquistato gli italiani. Il gesto inusuale ed inelegante lo ha elevato a rappresentante di tutto quel popolo non salviniano e non meloniano. E non importa se la cassa integrazione non si sa quando arriverà e se ha smentito il Ministro Gualtieri: Conte si è preso la ribalta politica. Zitti tutti, anche gli altri due leader.

Perché Matteo Salvini, il Leader della Lega, sputa subito sui propri social la risposta deviando l’argomento e, Giorgia Meloni, lo segue su Rete 4 parlando addirittura di Corea del Nord. Andando ad analizzare l’accaduto, Giuseppi non ha altro che sbagliato il termine perché se non avesse fatto nomi e cognomi ma avesse detto un classico “alcuni leader delle opposizioni”, nessuno si sarebbe scandalizzato e tutti avremmo capito.

Inadeguato, in quanto lo insegnano nell’ABC della politica a non fare nomi, ma giusto perché uno schiaffo, forse, fa bene.

Ecco, ieri sera, il Presidente Conte ha deciso di tornare a sedere dietro alla cattedra. Perché? Perché chi ha frequentato l’università lo sa: ci sono esami facili ed esami difficili; esami dove ti presenti perché tanto diciotto me lo danno comunque; esami dove puoi osare a non studiare.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni, per tutto questo tempo, hanno approfittato della bontà del Professore e si sono presi tanti diciotto. Questa volta no, il Professore si è stancato. Per passare all’esame bisogna studiare e quindi? Tornate al prossimo appello. Una doccia fredda, marmata come si dice in Toscana. Il Professore buono non ce la fa più e mentre pronuncia quel “questo Governo non lavora col favore delle tenebre, guarda in faccia agli italiani” la voce si chiude, la postura si sconvolge e tutto non sarà più come prima.

Perché in quel momento alea iacta est, il dado è tratto, il Rubicone è stato passato. E questa volta a passarlo è sempre un G.C: non Giulio Cesare, ma Giuseppe Conte. Un’operazione politica in piena regola che resterà viva e vegeta per un periodo limitato di tempo. Intanto, però, Conte si è battuto il petto ed il popolo ha risposto.

Il Venerdi Santo è stato il giorno della spaccatura totale. E sui social, mentre Rocco Casalino e Luca Morisi studiano le strategie, i meme impazzano, i commenti si spaccano e Conte abbraccia tutti. Questo è stato un movimento di pancia che ha fatto bene ai tanti che si erano sopiti nelle loro case. Parafrasando un vecchio sketch del programma comico Colorado, Conte abbraccia (quasi) tutti gira giù in città.

Perché con l’attacco frontale Giuseppe Conte ha conquistato tutti, dai moderati fino ad arrivare ai Comunisti Italiani. Il meglio, poi, dovrà ancora venire.

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