Lettera ai bambini di Firenze e Prato

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Gli adulti sono troppo seri per me. Non sanno ridere. Meglio scrivere per i bambini, è l’unico modo per divertire anche me stesso. Lo scriveva Roald Dahl, uno dei più grandi scrittori per bambini che la letteratura mondiale ci abbia mai regalato.

Dahl, in questa frase riassume il significato di queste umili righe; perché chi scrive sa già che riceverà critiche, tante e cattive, perché non è genitore e anzi, per molti è solo un pischello che non sa cosa sta dicendo. Perché sì, parlerò di Bambini e di COVID19, parlerò di come sia follia pensare di farli uscire in un periodo come questo e di come gli adulti non rideranno leggendo tutto ciò.

E per questo scriverò ai Bambini di Firenze e di Prato, a quella categoria in cui sono stato e di cui vorrei diventare genitore. E’ follia? Forse, ma un domani vorrei far ricordare a quelli che saranno i miei figli che il loro padre voleva il Bene Comune a differenza di altri.

Bene Comune, ecco. Il significato di Bene Comune, secondo Wikipedia, è un bene condiviso da tutti i membri di una specifica comunità. Oggi il nostro bene comune è la Salute. Questo è l’obiettivo per cui siamo chiusi in casa e non usciamo. Anche se qualcuno, spesso, del bene comune se ne dimentica.

Quindi cari Bambini, stare in casa è un problema di tutti, ma proprio tutti. E no, non guardate quei grandi cattivi che se ne infischiano delle regole e escono senza apparenti motivi. Quelli sono egoisti, degli stolti selfish man che causano più problemi della fila al bagno della scuola quando ci scappa forte la cacca. Quelli sono gli esempi da non emulare, sono ciò che non dovete fare.

Pochi giorni fa, cari Bambini, qualcuno ha scritto al Sindaco di Firenze Dario Nardella proponendo di uscire per qualche ora di casa. Eh sì, ci annoiamo proprio in casa: i disegni ci hanno stancato, la televisione è fatta solo di repliche e programmi insulsi e poi la mamma… che palle la mamma sono venti giorni che parliamo solo con lei.

Quindi sì, perché non usciamo? Per il Bene Comune.

La lettera al Sindaco Nardella che chiede uno specifico protocollo di comportamento che consenta alle famiglie di assicurare quotidianamente un tempo minimo all’aria aperta per i propri bambini rappresenta un punto di non ritorno ed un precedente in tutto il territorio italiano.

Il Sindaco ha risposto e ha richiesto Buon Senso nell’uscire ma, cari bimbi, siamo sicuri che tutti abbiano Buon Senso? Questo Coronavirus è un qualcosa di talmente forte e cattivo che riesce a prendere tutti, anche quelli ricchi e famosi; anche i calciatori che quando andiamo allo stadio sembrano tanto distanti da noi. In realtà sono tutti umani, sono fatti di carne ed ossa: esattamente come noi e si sono ammalati pure loro.

Per questo se anche uno solo di voi esce con un genitore, lo contrae e poi rientrando a casa lo attacca a qualcuno di più anziano come un nonno è un problema. Grosso. Perchè? Perché il nonno potrebbe avere dei problemi di salute che un bambino non ha. E’ chiaro, cari Bambini, che è brutto dire di stare in casa. Anzi fa male. Anche al Presidente Conte.

Qui ci stiamo veramente annoiando tutti. Ma dobbiamo lottare tutti insieme perché se questa idea di uscire venisse applicata da tanti altri bambini manderemmo all’aria tutti questi giorni di vita casalinga.

Accettare o fare finta di accettare una decisione simile crea confusione. Infatti, ha ragione il Sindaco di Prato Matteo Biffoni quando dice: “Trovo allucinante che in piena emergenza Coronavirus qualcuno faccia uscite senza essere informato, altri paragonino i propri bambini a un cane che ovviamente esce per fare i bisogni non sapendo usare il bagno”.

Perché no cari bambini, voi non siete animali da compagnia. Avete bisogno di sfogarvi, di correre, di gioire e di fare festa perché siete una delle sette meraviglie di questo universo. Siete il nostro futuro e proprio per questo dovete impegnarvi in questa battaglia contro il Coronavirus, perché il nostro ed il vostro futuro parte da oggi.

E si, le lezioni digitali sono noiose ed antipatiche ed anche i corsi che vengono proposti ai più piccoli non sono così entusiasmanti, però c’è da resistere. Ancora per un po’, ancora senza annullare l’effetto di questa chiusura totale che il Governo ci ha imposto. Creare confusione su Firenze adesso significherebbe permettere a tante persone di formare nuovamente capannelli, perché bambini, quanto è bello stare insieme?

Piuttosto, caro Presidente Conte perché hai vietato la vendita della cancelleria? Questa è una battaglia da intraprendere. E’vero, il materiale scolastico come penne, pennarelli e quaderni non è una prima necessità ma i bambini, il nostro futuro, stanno continuando ad imparare. Per questo abbiamo bisogno di quel materiale perché durante una pandemia un pennarello può far meglio di “fare gruppo” nel giardinetto sotto casa; perché un disegno o un gioco a distanza può intrattenere di più di una partitella a calcio. Una matita disinfettata porta al domani, un assembramento infettato porta ad un problema.

Poi, cari bambini, quelli che tra di voi hanno delle disabilità possono uscire, il Decreto di quelli di Roma lo permette. Non preoccupatevi. Quindi è arrivato il momento di resistere. Tutti insieme. Perché voi, bambine e bambini, siete ciò che porterà avanti questo Paese. Una Nazione che rinascerà nuova dopo questo Coronavirus sotto ogni aspetto: dall’economia allo sport passando per la politica e finendo alle polemiche.

Avrete in mano un paese nuovo, giovane e tutto da scoprire. Avrete le videochiamate coi nonni, lo Smartworki ed anche un’Unione Europea che dovrete ricostruire, esattamente come i vostri bisnonni. Ma ce la farete. Quindi, quando leggerete queste poche righe scritte da uno stupido giornalaio o pennivendolo che dir si voglia, ricordate ai vostri genitori che stare in casa oggi equivale al non stare in casa domani. Per voi e per tutti.

Un proverbio inglese dice: “I Bambini, gli sciocchi e gli ubriachi dicono sempre la verità”. Siate portatori di verità mentre qualcuno ancora si perde tra fake news, video realizzati da finti dottori e strane convinzioni.

Cari Bambini, siate verità.

2 Comments

  1. “ma, cari bimbi, siamo sicuri che tutti abbiano Buon Senso?”. Con questa citazione si evidenzia la logica a-sceintica e a-logica di tutta la argomentazione. Sarebbe bene riflettere, invece, sulla differenza fra reale sicurezza e divieti, fra l’importanza di regolamentare per poter fruire in sicurezza delle condizioni minime di vivibilità per tutti (cani e bambini compresi) come consiglia WHO ) ovvero (OMS) e la voglia dei piccoli ducetti locali di fare gli sceriffi di turno. I giardini pubblici sono Bene Comune (non a caso, davvero) e sarebbe bene poterne fruire in misura limitata e sicurezza anche in questa emergenza, magari con l’aiuto di qualche dipendente pubblico che, adesso, niente fa, nonostante il 27 riceva lo stesso lo stipendio. O si pensa che la sicurezza dei dipendenti pubblici abbia parametri diversi da quelli dei Supermercati? Peccato, l’inizio era apparso interessante

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    1. Ciao Paolo è un piacere leggerLa anche sul blog oltre che su Twitter. Anzi, sono felice che qualcuno abbia scritto e non solo fatto qualche commentino social. Ma andiamo con ordine.

      Io sono d’accordo con Lei sul discorso dei giardini pubblici. Nell’articolo mi appello al Buon Senso proprio perchè quando ce l’hanno lasciato, abbiamo dimostrato che il Buon Senso siamo soliti calpestarlo. Assalti ai supermercati, corsette e corsucce su argini e nei parchi, fughe da Nord a Sud… bel Buon Senso. Sono il primo a dire usciamo, ma questo va regolamentato ed anche precisamente.

      Le faccio un esempio. Abito in una via di Campi Bisenzio nella quale vivono altre 150 famiglie circa ed abbiamo un giardinetto in fondo alla strada. Se tutti noi facessimo la passeggiatina nello stesso orario, sarebbe stato vano il nostro vivere in casa in questi giorni. Perchè le faccio questo esempio? Perchè fino al nuovo DPCM la gente si ritrovava al giardinetto per fare le passeggiatine… quindi altro che assembramenti.

      Ma questo è uno dei tanti esempi perchè potrei di come, anche adesso, c’è chi si ritrova in fila al supermercato ogni mattina. Quindi regolamentiamo; non si tratta di ducetti o sceriffi. Si arriva a questa situazione perchè se non tieni il polso sempre saldo, qualcosa ti sfugge.

      Vedi ieri le multe a Firenze perchè la gente è entrata nei giardini del Campo di Baseball oppure babbo e figlio hanno fatto la biciclettata. Ben vengano Sindaci che, con coraggio, assicurano la salute dei cittadini e non cambiano l’idea 300 volte.

      Poi sull’utilizzo dei Dipendenti Pubblici con me spezza una lancia già rotta da tempo; tanto le cose da fare negli uffici adesso sono sempre meno; quindi impiegarli per il Bene Comune mi sembrerebbe cosa buona e giusta.

      Un caro saluto,
      Dario

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