Belgiorno si è preso il cdx a Prato

belgiornotoppissimo

Le sue dirette delle 21 sono ormai le più attese a livello locale. Non tanto per il contenuto politico, bensì per lo spettacolo che ogni sera è in grado di produrre. Un mix perfetto tra il teatro d’autore e una performance di un cantante neo melodico durante un matrimonio a Santa Maria Capua Vetere. Claudio Belgiorno è un fiume in piena. È la narrazione continua di queste giornate e non solo. È la politica live h24. È il Federico Fashion Style della scena politica pratese. È quello che riesce a dare sempre le risposte semplici e immediate ai bisogni delle persone e chi se ne frega se poi, nel merito, sono risposte sbagliate o incomplete. Lui c’è. Questo conta. Se Real Time decidesse di produrre un format sulla politica, avrebbe già tutto pronto semplicemente seguendo dalla mattina alla sera Claudio Belgiorno. E sarebbe perfetto, la sera alle 22, tra “Malattie Imbarazzanti” e “La Dottoressa Pimple Popper la schiacciabrufoli”. Questo articolo non è nient’altro che la sua incoronazione ufficiale come nuovo leader del centrodestra pratese. Per quale motivo ? Semplicemente perché Belgiorno è padrone indiscusso di questo tempo.

LE ORIGINI. Chi pensa di avere ancora a che fare con il Belgiorno organizzatore di feste con qualche panno sporco di troppo da lavare sulla stampa si sbaglia di grosso. Le boutade coi fornitori dell’ultimo Settembre Pratese, i tira e molla con il suo ex amico/socio di sempre Rubino, le polemiche per le feste dei Cavalieri a Iolo o l’ultima querelle con il Comune di Prato finita con le sue scuse pubbliche su Notizie di Prato sono ormai un lontano ricordo di un Belgiorno che non esiste più. Per anni aveva accantonato la sua passione e la militanza politica (sempre in Alleanza Nazionale e poi in Fratelli d’Italia), ma quando ha deciso di provarci seriamente, lo ha saputo fare da protagonista.

RECORDMAN DI PREFERENZE IN TOSCANA. Iniziando a lavorarci almeno un paio di anni prima, è riuscito ad essere il candidato con più preferenze di tutto il centrodestra toscano alle scorse amministrative. C’è riuscito soprattutto utilizzando una strategia molto aggressiva sui social, in particolare Facebook, facendo ricorso a pagine parallele con nomi fittizi poi modificati, finti eventi, travasi di mi piace e di follower (non a caso la sua pagina Facebook è stata bloccata per un po’ di tempo a causa di comportamenti sospetti). Tutta roba che viene venduta regolarmente e lecitamente da agenzia che di lavoro fanno questo, sia chiaro. Una strategia utilizzata largamente negli ultimi anni nel mondo degli eventi e dei concerti ma che, fino ad ora, in pochi avevano adottato alla politica, soprattutto a quella locale. La sua forza è proprio quella di non badare troppo alle sottigliezze. Ama vivere continuamente calpestando quella sottile linea che divide le cose lecite da quelle un po’ meno lecite ma, soprattutto, non ha alcun senso del pudore. Ad esempio, posta le foto di lui mentre è a donare il sangue, quando la sobrietà imporrebbe di non farlo. La sua forza però, rischia allo stesso tempo di essere anche un suo grande limite: l’unico nemico vero di Claudio Belgiorno è Claudio Belgiorno.

LA SFIDA SOCIAL A BIFFONI IN QUESTO PERIODO DI QUARANTENA. È l’unico consigliere di centrodestra che ha deciso di sfidare mediaticamente (unico livello ormai in cui si consuma lo scontro politico oggi) il nostro sindaco ed è una sfida che non sta affatto perdendo. Il sindaco fa le dirette alle 15? Lui le annuncia alle 21 e le fa tutte le sere. Il sindaco emerge sempre più in città come unica figura di spicco in grado di garantire una continuità tra la nostra città e le direttive dello Stato? Lui si mette a urlare FORZA ITALIA e a cantare l’Inno di Mameli dal balcone nel cuore del suo quartiere. Il sindaco si commuove alle 23 davanti ad una Piazza del Duomo deserta durante l’ostensione della cintola? Lui improvvisa una diretta alle 23.15 dove si commuove di più. Biffoni promuove le donazioni di mascherine e si fa ritrarre mentre consegna dieci scatoloni? Lui organizza le consegne di decine di scatoloni in giro per Prato e su queste ci costruisce dirette, post, like e condivisioni. Insomma, Belgiorno sta a Biffoni come il danese Poulsen seppe stare a Totti durante quel maledetto europeo nel 2004. Claudio per i suoi follower/elettori, molti giovanissimi, è il politico della gente per la gente con la gente. E ha capito una cosa molto semplice: che in politica non conta piacere a tutti ma solamente al 50,1% di chi va a votare.

IN CONCLUSIONE. Nell’arco di un anno siamo passati tutti dal sottovalutarlo e dal deriderlo al temerlo. Soprattutto all’interno del suo partito, dove aveva quasi tutti contro. A dire la verità c’è qualcuno che ancora non ha capito la portata del “fenomeno Belgiorno” che, per certi versi e con le dovute proporzioni, paragono all’ascesa di Trump alla Casa Bianca. Tre anni prima delle elezioni lo prendevano tutti in giro e nei salotti buoni di Washington si affrettavano tutti ad affermare che gli Stati Uniti non avrebbero mai avuto un personaggio così come presidenza. Gli elettori però sono come i cani: hanno la memoria corta. Se uno riesce a comprendere il momento, a rappresentare e a cavalcare le paure, le angosce e i bisogni di questa epoca e a sfruttare le reti sociali e il web in maniera vincente, allora può succedere di tutto.

Ed è per questo che io, oggi, dichiaro iniziato ufficialmente il countdown verso #Belgiorno2024.

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