La storia della foto entrata nella storia

copertinafotoesselunga

Era partito come un Sabato mattina tipico della QUARANTENA. Sveglia senza sveglia; l’Olimpia tra me e Camilla nel lettone che inizia a muoversi e a reclamare attenzione; i primi messaggi che iniziano ad arrivare nei duemila gruppi Whatsapp aperti. In quello storico degli amici del calcio, dove ci mandiamo foto di donne nude, foto di donne nude e foto di donne nude, il mio caro amico Giacomo, difensore moderno, gran fisico, buona tecnica ma soglia del dolore troppo bassa per giocare con continuità ma soprattutto un passato da tronista mancato, manda la foto che tutti poi avete conosciuto e che un giorno sul Corriere della Sera sarebbe stata definita come “storica” (cliccate qui se volete leggere l’articolo).

La foto, lo ammetto, ha colpito subito l’attenzione di quasi tutti i miei amici presenti in chat. Come faccio spesso senza stare a pensarci tanto su, ignorando che poi avrebbe fatto 300.000 visualizzazioni e 2000 condivisioni sulla mia pagina prima e il giro del mondo sulle principali testate giornalistiche italiane e nei programmi TV nazionali poi, decido di pubblicarla sulla mia pagina Facebook (clicca qui per visitarla). Dopo un’ora i numeri iniziano ad essere già incredibili per una pagina modesta come la mia che viaggia sui 40.000 lettori unici al mese, quasi tutti locali peraltro. Qualche quotidiano locale mi chiede gentilmente di poter utilizzare la foto e io acconsento, spiegando subito però che l’autore non ero stato io e che, semmai, ero stato il primo a pubblicarla sui social.

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Iniziando a fiutare cosa stava per accadere, chiedo al mio amico Giacomo, quello bello di prima, grande fisico, troppi infortuni ecc ecc se sapeva chi avesse scattato la foto. Provo a risalire all’autore, ma ci fermiamo ad Enrico, un nostro amico in comune, noto dirigente sportivo pratese, che però neanche lui risulta essere l’autore. Nel frattempo ricevo la chiamata da un amico che ho in comune con il celebre scrittore Sandro Veronesi, che qualche minuto prima aveva postato la foto su Twitter avendo anche lui un sacco di interazioni, chiedendomi dettagli su chi fosse l’autore. Gli dico che, al momento, nessuna traccia dell’autore della foto. Entro l’ora di pranzo, Il Tirreno e Tv Prato, due testate locali, hanno già pubblicato la notizia, entrambe riscuotendo numerosi commenti e condivisioni.

Dopo pranzo vengo contattato da Andrea Federica De Cesco, firma del Corriere della Sera che, oltre a voler pubblicare la foto, mi dice di voler fare due chiacchere con me sulla situazione che stiamo vivendo a Prato. Chiacchere che facciamo puntualmente un’oretta dopo a metà pomeriggio, dove io cerco invano di dire meno banalità possibile. L’articolo esce poco prima di cena e, per la prima volta, la stampa parla di una foto storica. Vado a letto, pensando che la cosa fosse finita lì.

La mattina mi alzo con la foto in diretta su La7 e su altri programmi TV nazionali. Fa un certo effetto. Vengo contattato dalla redazione di PiazzaPulita che molto probabilmente in settimana sarà a Prato a fare un servizio.

la7

Decido di postare su Facebook la prima pagina del Corriere, chiedendo pubblicamente all’autore della foto di farsi avanti, dato quello che era successo in poco tempo. In pochi minuti sono riuscito a scoprire che la foto è stata scattata da un dipendente di Esselunga dal primo piano dell’edificio qualche minuto prima dell’apertura al pubblico, ma che l’autore, e ne ignoro il motivo, a quanto pare preferisce rimanere nell’anonimato. Mia mamma mi fa sapere che delle sue amiche di Montepiano hanno letto l’intervista al Corriere e che secondo loro potrei diventare più famoso della Ferragni o giù di lì.

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La storia è questa. Molto semplice. Con Enrico che posta la foto in gruppo Whatsapp, con Giacomo che la gira su un altro gruppo, con io che la pubblico sulla mia pagina Facebook, con Veronesi che dopo la pubblica sul suo profilo Twitter e con tutto ciò che vi ho raccontato dopo. Una foto che rimarrà per sempre nella memoria collettiva della nostra città (forse del Paese dato l’eco che ha riscosso) e che ci farà ricordare più di ogni altra cosa di quando, per una volta tanto, noi italiano abbiamo dato dimostrazione al mondo di saper rispettare una fila.

AGGIORNAMENTO. Grazie ad un articolo apparso su StampToscana a firma dell’ottima Patrizia Scotto di Santolo siamo riusciti a risalire all’identità dell’autore della foto. Si tratta di Gianni Romano, dipendente della ditta di pulizie Trentini, che si trovava all’interno dello stabile prima della sua apertura.

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